Infezioni dentali: come riconoscerle e curarle

 

Infezioni dentali: come riconoscerle e curarle, quali le più comuni. Sintomi più diffusi in caso di infezione dentale, come prevenirla e curarla, la guida.

 

I fattori che possono portare all’insorgenza di un’infezione dentale sono vari, anche per questo non dobbiamo mai trascurare o sottovalutare l’insorgenza di uno o più sintomi.

 

 

Conoscere, ad esempio, le modalità di formazione di una parodontite (approfondisci su dentalcomp.it) è davvero importante; si tratta di una delle principali forme di infezione dentale che, se non curate per tempo, rischiano di portare alla perdita progressiva dei denti.

 

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Non esistono, come vedremo tra poco, solo le malattie parodontali o piorrea! Le infezioni dentali possono essere molto diverse tra loro, di conseguenza la prassi, qualora si abbia il sospetto che c’è qualcosa che non va, è sempre quella di contattare il proprio odontoiatra di fiducia, per chiarire immediatamente la natura della problematica in questione.

Una maggiore consapevolezza sui sintomi più diffusi in caso di infezione dentale può comunque essere importante nell’aiutare a scongiurare il rischio di complicazioni e l’aggravarsi di condizioni di sofferenza. Vediamoli brevemente di seguito.

 

 

Sintomi più diffusi in caso di infezione dentale

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Tra i sintomi più comuni che possono essere riconducibili ad un’infezione dentale ricordiamo l’alitosi, condizione cronica a cui non c’è apparente spiegazione el’erosione dello smalto dei denti, che può essere visibile grazie ad una differenza di colore evidente.

Il dolore senza causa apparente è uno dei sintomi più evidenti di un’infezione dentale trascurata: spesso è causato da una nuova carie o da un danno più profondo, provocato da un evento improvviso come un trauma del dente o un urto.

Il dolore può essere accompagnato ad una improvvisa sensibilità aumentata alle temperature del cibo: un alimento troppo freddo o uno troppo caldo potrebbero scatenare facilmente il dolore.

Anche il sanguinamento gengivale può indicare una situazione generale di malessere dei denti, che se analizzata più a fondo si può ricondurre ad un’infezione al dente. Da una semplice infezione ai denti non curata possono scaturire anche danni gravi, come le compromissioni alle ossa della mandibola.

Accorgersi in tempo di avere un problema ai denti può facilitarne la soluzione tempestiva, rivolgendosi al dentista di fiducia. Anche il male alla testa continuo senza apparente spiegazione può essere collegato ai denti, in particolare ad un problema che può sussistere ai denti del giudizio.

 

 

Quali sono le infezioni dentali più comuni

Esiste un antibiotico per infezione ai denti, ma per arrivare ad utilizzarlo è necessario passare prima attraverso una dettagliata visita medica. Questo perché le cause scatenanti del problema possono essere molteplici, ed esistono infezioni ai denti molto diverse tra loro:

  • Carie dentale:questa è la più comune forma di infezione dentale, e può presentarsi a tutte le età. Oltre ad una scarsa igiene orale, le cause possono essere molteplici, come una dieta ricca di zuccheri, un deposito di placca o un’alterazione a livello salivare. Si procede nei casi più lievi con un’otturazione del dente, che può arrivare anche a devitalizzazione se la polpa è stata compromessa;

  • Pulpite: in questo caso si tratta di infezione avvenuta a livello più profondo, dove la polpa è stata compromessa. Le cause sono da ricondurre ad una carie non curata, bruxismo, scarsa igiene o traumi ai denti più profondi come le rotture. In questo caso la soluzione più applicata è la devitalizzazione;

  • Gengivite: questa infezione dentale parte dalle gengive: quando avviene un accumulo batterico, o di placca, alla base della gengiva e sul dente, il paziente è coinvolto da sanguinamento gengivale frequente. In questo caso le cause possono essere diverse da quelle per cui si sviluppano le carie: anche una carenza di vitamine o l’utilizzo di particolari medicinali può far insorgere una gengivite. Una semplice detartrasi, che prevede una pulizia profonda dei denti, può risolvere il problema;

  • Parodontite: la parodontite è una malattia piuttosto aggressiva, perché può portare alla caduta dei denti. In questo caso l’infezione dentale può essere inizialmente asintomatica, o causata da una delle problematiche sopracitate. Quando c’è una malattia parodontale in corso, denti, tessuti gengivali e la polpa sono a rischio. La soluzione, oltre a intervenire sulle problematiche connesse, chiede spesso l’impiego di antibiotici per limitare la diffusione dei batteri. La flora batterica presente e il sistema immunitario del paziente giocano un ruolo fondamentale nella guarigione.

 

 

Come prevenire o curare le infezioni ai denti

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Somministrare un antibiotico per infezione dentale è solo una delle soluzioni per curare una problematica batterica di questo tipo. La proliferazione di batteri è la causa comune a tutte le malattie dentali che abbiamo visto, e il dentista può curare le conseguenze di un’aggressione batterica, per esempio ricostruendo il dente o eseguendo un’otturazione.

Ma come fare per prevenirne l’eventualità? La corretta igiene orale e la limitazione nell’assunzione di cibi zuccherosi è il primo consiglio di ogni dentista, ma a volte non basta.

Non è per nulla raro riscontrare casi di pazienti che sono ligi al rispetto delle prassi quotidiane di igiene orale, eppure risultano essere comunque affetti da carie dentale, o da problematiche anche peggiori, come le malattie parodontali.

Come è possibile questo? Spesso queste malattie sono anche legate a fattori genetici ereditari, di conseguenza, nonostante le cure del caso e l’attenzione nel praticare una costante igiene orale a casa, incorrono con maggiore frequenza in casi di infezione dentale, rispetto ad altri meno attenti nella pulizia dentale.

Un altro fattore da considerare per prevenire le infezioni dentali è la riduzione del fumo di sigaretta, e non è difficile capire il perché.

Tra le sostanze presenti in una sola sigaretta troviamo la nicotina, il monossido di carbonio, l’acido cianidrico, l’ossido d’azoto, il cadmio, l’arsenico, tutti responsabili della distruzione dei tessuti di sostegno dentale, senza dimenticare tutti i condensati del catrame, componente che contribuisce all’irritazione delle gengive.

Può essere necessario anche eseguire delle particolari analisi nei casi in cui si soffra di difese immunitarie basse, per integrare l’apporto vitaminico e limitare il sopraggiungere di problemi ai denti.

Viene anche consigliato eseguire visite periodiche per analizzare la situazione della propria dentatura, anche al fine di prevenire disagi a livello di gengive. La pulizia professionale non deve mai mancare, se si vuole tenere sotto controllo la salute del cavo orale e deve essere effettuata almeno ogni 6 mesi.

Una strategia interessante, molto utile soprattutto se effettata durante la fase di completamento della dentatura permanente, è quella della sigillatura dei denti.

In pratica si va ad utilizzare una particolare resina sigillante che viene posta sulla parte di dente adibita alla masticazione; si tratta di un metodo particolarmente semplice e che non provoca alcun fastidio o dolore.

Sarebbe importante effettuare questo trattamento proprio poco dopo l’eruzione dei denti permanenti, in quanto si tratta di elementi con solchi abbastanza profondi e non di facile spazzolamento, cosa che li rende particolarmente sensibili a casi di infezione dentale.